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LA BCE INVERTE LA ROTTA SUI TASSI 

2011-04-12 00:00:00.0000000

 

LA BCE INVERTE LA ROTTA SUI TASSI

(+0,25% , prima stretta dal luglio 2008- conseguenze e provvedimenti- rivedete ns. news ottobre 2010)
 
La manovra era ampiamente prevista e in buona parte già scontata dal mercato, tuttavia può rappresentare solo l’inizio di un percorso che , secondo accreditati analisti finanziari, può portare  ad un aumento del tasso di riferimento di 150 punti base cioè dal 1,25% da ieri al 2,75% in venti mesi . L’impatto sulle imprese di questo primo aumento è già importante . Il tasso medio sui prestiti inferiori ad 1 milione di € era già passato dal 3,26% del gennaio 2011 al 3,32% nel febbraio scorso, è attendibile aspettarsi un incremento di ulteriori 10 punti base sia a fine marzo che a fine aprile.
E’ ben vero che Bankitalia segnala un incremento dei prestiti al settore privato del 4,9% a febbraio (ex 4,4% a gennaio ) e che migliora il trend delle sofferenze . nei 12 mesi scende al 28,9% a febbraio (ex 30,4% a gennaio), ma le Pmi,, specie quelle non collegate coi mercati esteri, continuano a far fatica ad accedere al credito e ora lo pagheranno più caro.
Secondo un recente studio dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza, la situazione delle pmi italiane è veramente difficile dal punto di vista finanziario: su un campione di 7.793 imprese con fatturato compreso fra i 20 ed i 200 milioni di € , il 39% presenta livelli di indebitamento a rischio, con il 4% di queste che non risultano nemmeno in grado di pagare gli interessi. Non osiamo immaginare la situazione delle imprese al di sotto dei 20 mln  di fatturato.
Solo una ripresa dell’economia e della crescita interna, non solo dell’export, potrebbero consentire il superamento di tale shock da oneri finanziari . Tutti concordi nell’obiettivo , diversa la ricetta: per alcuni più sussidi e protezione , per altri un aumento della competitività, delle liberalizzazioni dei mercati , della flessibilità del lavoro unita ad un coerente rete di formazione e reinserimento dei disoccupati nel mondo produttivo. Considerato che la politica monetaria oramai è in mano alla Bce, quella fiscale comunque dettata delle nuove regole restrittive dell’Ue, all’Italia rimane solo l’opportunità e l’obbligo di dettare una politica per lo sviluppo, ad evitare di scivolare verso destini amari già di Grecia, Irlanda, ora di Portogallo e così via.
 
Da parte del nostro studio sono mesi che segnaliamo il pericolo dell’aumento del costo del denaro, della difficoltà di trovare credito, dell’aumento diretto ed indiretto degli oneri finanziari, mina vagante per l’equilibrio dei conti economici delle aziende e della loro capacità di stare sui mercati e di essere solvibili.
 
Basilea 2 e ancor più Basilea 3 comporteranno una restrizione del credito specialmente per le imprese meno performanti e per quelle sottocapitalizzate . Abbiamo già notato come anche le banche territoriali si siano incamminate negli ultimi mesi su tale percorso, mettendo a nudo i limiti delle Pmi che finora si erano attivate per trovare credito e condizioni trasferendo la pressione finanziaria dalle banche maggiori a quelle del territorio.
 
Di fronte a tale scenario abbiamo già promosso tutte le forme di tutela ( Consorzio Fidi, prestiti partecipativi, rete imprese etc.), nell’occasione ci permettiamo di attirare l’attenzione su un aspetto in molti casi trascurato: il credito commerciale, quello accordato ai clienti, avendo già tutte le pmi sperimentato l’accortezza  di allungare i termini di pagamento dei fornitori e ridurre il magazzino. Si tratta di chiedere alla propria clientela di pagare prima accordando sconti adeguati. Non è facile, ma di fronte alla difficoltà di ottenere credito e condizioni vantaggiose dalle banche conviene anticipare i tempi, fidelizzare la clientela migliore ( che a sua volta invece può ottenere credito a tassi vantaggiosi in banca) e accordare loro degli ‘sconto cassa’ per accorciare il ciclo monetario.
I clienti migliori devono diventare la nuova ‘banca’ per il proprio fornitore in difficoltà al fine di tutelare la continuità della fornitura e la qualità del prodotto . Il tutto a parità di costo , creando una catena virtuosa in grado di trasmettere i vantaggi del ricorso al credito dei clienti migliori verso i fornitori meno in grado di esporre rating e capacità negoziali verso le banche.