E’ ritornata la fiducia nell’Italia?
Il ritorno degli investitori istituzionali esteri ad acquistare titoli di stato e la discesa dello spread tra BTP e Bund decennali sotto la soglia psicologica del 400 punti, sembrano indicare che un po’di fiducia è tornata.
Perché? Perché lo scenario economico è mutato per i seguenti motivi, per gli ottimisti: 1) perché la recessione in Europa si ritiene sarà tiepida con una contrazione del Pil italiano meno dannosa per debito e deficit; 2) perché
Chi invece rimane pessimista cita invece i precedenti argomenti in senso negativo: la recessione sarà peggiore del previsto, le operazioni di rifinanziamento della Bce rinviano i problemi, il fiscal compact è un bluff e non funzionerà, la Grecia non è un caso isolato, seguiranno altri paesi (Italia compresa), il fondo Salva Stati non potrà intervenire tempestivamente, il Governo Monti è a termine e spaventa i mercati il dopo, delusi dalla classe politica dell’ultimo ventennio.
Noi dobbiamo essere ottimisti, anche se l’invito è quello di non abbassare
Siamo appena agli inizi di un faticoso cammino di riconversione.
Pertanto solo l’effettiva modifica del mercato del lavoro, la riduzione della spesa pubblica, l’adozione di una politica di ampie e concrete liberalizzazioni in tutti i settori (energia, credito, assicurazioni etc.) ed infine la riduzione dello stock di debito tramite le dismissioni selettive di alcune partecipazioni pubbliche e del patrimonio inutilizzato, possono rappresentare il propellente per far uscire l’Italia dalla recessione, inversione del ciclo attesa solo dopo il 2013, purtroppo.
Nel frattempo acquistata dignità e rappresentanza in Europa, grazie ai provvedimenti di contenimento del deficit, che, se anche recessivi, hanno messo in sicurezza al momento i conti pubblici, e ci permettono di chiedere ai nostri partner e alla Germania stessa una inversione della politica economica europea per uscire dalla recessione, fondamentale per far riprendere il ciclo economico.
Ovviamente la speranza è che la classe politica italiana, conscia delle proprie responsabilità, colga la lezione della storia e non ritorni alle cattive abitudini, altrimenti tutto sarà stato vano e i pessimisti avranno ragione, almeno per l’Italia, perché non saprà stare agganciata al treno dell’Europa e della ripresa.