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Crack estremo? 

2016-01-26 00:00:00.0000000

Crack estremo? Nessuna perdita per depositi e obbligazionisti.

Uno studio di Prometeia, seria società di consulenza con elevato standing reputazionale, dimostra che le perdite in caso di default di 13 delle maggiori banche italiane soggette al controllo della Bce sarebbero assorbite in toto dal capitale (azionisti) e nello scenario più critico anche solo dagli strumenti ibridi e obbligazioni subordinate.

La paura o meglio la consapevolezza di aver investito in attività a rischio di perdita anche estrema dovrebbe essere di casa solo fra gli azionisti delle banche, mentre non si capisce per quale motivo debba assillare gli altri possessori di strumenti finanziari in particolare gli obbligazionisti e i depositanti anche per depositi al di sopra di 100.000 €. Tutti loro dal 1 gennaio in effetti sono sottoposti al salvataggio interno (bail-in) delle banche in caso di insolvenza. Ma il loro rischio è del tutto teorico ed in realtà vicino allo zero.

 Lo studio di Prometeia, riportato dal Sole 24 ore in questi giorni, conferma che in caso di crack né i sottoscrittori di bond subordinati né gli obbligazionisti delle banche italiane subiranno perdite, simulando una perdita potenziale del 3% dell’attivo delle banche italiane prese a campione (68 Miliardi di €). A maggior ragione sarebbero immuni da svalutazioni e perdite anche i depositi sopra i 100.000 €. Una simulazione assai pessimistica se si considera che negli ultimi 4 anni, i più difficili, il sistema bancario ha accusato perdite per 55 miliardi.

Anche portando le perdite all’estremo del 5% dell’attivo (115 miliardi) sarebbero ancora immuni da perdite sia i depositanti over 100.000 € che gli obbligazionisti. Invece in questo caso estremo verrebbero svalutati dell’1% solo i bond subordinati e del 27% gli Ibridi (quasi azioni).

Pertanto quello che emerge è che sia gli obbligazionisti che i grandi depositanti non hanno da temere sulla tenuta delle 13 banche passate sotto la supervisione della Bce, quindi anche di Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

 

Ci è sembrato opportuno segnalare questa seria simulazione per tranquillizzare la nostra clientela corporate ed il mondo del risparmio, scosso in questi giorni dalla crisi bancaria, poiché stando ai dati in nostro possesso, un crack oltre alle le 4 banche già in default (Carife, Etruria etc.) non potrebbe ripetersi. La crisi di tali 4 banche e la ristrutturazione dolorosa delle nostre popolari (Veneto Banca, Popolare di Vicenza) ovviamente ha generato l’attuale senso di insicurezza fra i cittadini, la cui portata tuttavia va contestualizzata e valutata nella sua eccezionalità, ed aggiungiamo irripetibilità, proprio perché le attuali e più stingenti procedure della Bce impediranno nuovi default. Infine per quanto riguarda il sistema della Banche di Credito Cooperativo (Bcc) si sta autoriformando e ristrutturando sulla base della esperienza di quest’ultimo anno di difficoltà delle Banche Popolari, per cui non vediamo pericoli da quel fronte, casomai aggregazioni, come sta già avvenendo.